Pubblicato il: 17-01-2012
Categoria: PSICOLOGIA
Che sensazioni avvertite mentre pronunciate queste parole? PIACERE … GIOIA
Immagino che le risposte ne siano tante e di diverso tipo. Sembra che non sia proprio semplice godere dei piaceri della vita e di tutto ciò che l’Universo ci offre. Leggendo il “Libro della Natura” citazione del Maestro spirituale O.M. Aivanhov, pare che l’essere umano, in particolare d’estate, sia invitato da una grandissima vastità di alimenti di cui cibarsi, pensiamo ai vari tipi di frutta e verdure che si trovano, sia invitato anche a visitare diversi tipi di paesaggi che esplodono di colori nella stagione estiva e così via. Di piaceri naturalmente ce ne sono a gran quantità anche quello di passare una serata con una persona piacevole! Ma spesso può capitare che molte persone avvertono un senso di colpa nel godere di quello che la vita offre loro. Quando si vivono delle sensazioni piacevoli, nel fare un viaggio, in un ristorante lussuoso, nel ricevere un regalo, nel farsi un massaggio rilassante o altro può automaticamente scattare un senso di malessere traducibile magari in un mal di stomaco o mal di testa e chissà quale altra risposta sintomatica il corpo può fornire, perché all’interno si sta dando inconsapevolmente spazio a dei pensieri o a delle voci che contrastano subito con la soddisfazione di un bisogno legato al prendersi la gioia o il piacere di qualcosa.
Vediamo se con queste affermazioni che sto per fare, emergono delle risonanze … - “ Godere è peccato! … Se godi sei egoista! … Non ti meriti i piaceri della vita perché la vita è sacrificio! … Godere non è rispettoso nei confronti dei poveri! … Solo con la sofferenza e con gli sforzi puoi crescere! … I piaceri della vita sono per le persone superficiali! Se mi concedo maggior benessere è come fare un dispetto a mio fratello/sorella che è in difficoltà!... Se provo piacere poi la dovrò pagare! …”.
E ancora molte altre voci debilitanti che possono appartenere sia al proprio contesto familiare d’origine sia alla mentalità e linguaggio collettivi della società in cui si vive che in qualche modo si hanno introiettato e accolto nel proprio bagaglio culturale ed emozionale. Una delle soluzioni a questi atteggiamenti fuorvianti è quello di accrescere la propria Stima di Sé. Attraverso una sana e autentica valutazione delle proprie risorse interne, magari scrivendo una lista di ciò che si sa fare ad esempio. E attraverso una maggiore focalizzazione su di esse si può modificare il proprio punto di vista e l’ immagine che si ha di sé , in modo tale da permettersi di godere prima di tutto di ciò che si È e dei propri successi raggiunti nella vita. Si può scegliere di essere una persona gioiosa in più al mondo, o aumentare il numero di quelle tristi che non fanno nulla per migliorare la loro situazione.
Posso portare gioia alle persone intorno a me se ho il piacere di vivere la mia vita?
O sono più utile al mondo se mi autopunisco e spreco le mie risorse?
È una questione di scelta di chi si vuole diventare e di come si vuole vivere e che forma e significato dare alla propria esistenza.
L’essere umano non è stato creato per la malattia, né per la mediocrità, ma internamente possiede un forte richiamo per una esistenza gioiosa e felice ricca di piaceri da godere per il proprio accrescimento.