Pubblicato il: 25-06-2010
Categoria: PREVENZIONE, RICERCA
Studi recenti e risultati clinici sul metabolismo della vitamina D ne sottolineano i benefici. Il tema discusso a Milano in una tavola rotonda promossa da UNAMSI
Il sole come fonte di benessere e positivi benefici per la nostra salute ma al tempo stesso, se ci si espone in eccesso e senza precauzioni, come uno dei motivi scatenanti di forme particolarmente aggressive di tumori della pelle. Come raggiungere un positivo equilibrio tra i grandi benefici e i pochi rischi che esso può portare alla nostra salute? Di questi temi si è discusso il 24 giugno a Milano nell’ambito del convegno “Sole si, sole no: nemico della pelle, amico delle ossa, ma anche del cuore e delle persone diabetiche” promosso da UNAMSI con il contributo del Gruppo DiaSorin.
AMICO DELLE OSSA
Nell’incontro di Milano sono state confermate alcune osservazioni di recenti studi che permettono di mettere in relazione insufficienti livelli di vitamina D (che viene sintetizzata nell'organismo proprio per azione della luce solare) e un rischio più elevato di cadute e fratture ossee in quanto questa vitamina favorisce appunto la mineralizzazione della matrice ossea, essendo alla base dell'assorbimento intestinale del calcio. ''È importante ricordare – spiega Andrea Giustina, Direttore servizio di endocrinologia degli Spedali Civili di Brescia – il ruolo e l’importanza che assume la regolazione fisiologica della vitamina D con riferimento alle forme più severe di disturbi all’apparato scheletrico. È essenziale, quindi procedere con un’attenta valutazione dei livelli di vitamina presenti in organismo, nel corso di tutto l’anno, e non solo alla vigilia dell'estate, poichè questi possono modificarsi sensibilmente in relazione al periodo, alla stagionalità, e al conseguente accumulo che se ne sia fatto proprio nei periodi di massima esposizione”.
... MA ANCHE DEL CUORE
Anche in cardiologia, è stata evidenziata una correlazione tra livelli insufficienti di vitamina D e ipertensione, che è uno dei più importanti fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e una delle concause più frequenti nell’insorgenza di fenomeni ischemici e infarti miocardici.
... E DELLE PERSONE DIABETICHE
Il beneficio riguarderebbe anche le malattie autoimmuni in generale, poiché una correlazione tra livelli insufficienti di vitamina D e l’insorgenza di questo tipo di malattie (come sclerosi multipla e diabete di tipo 1) è da tempo al centro di un crescente interesse della comunità scientifica e di pubblicazioni su testate specializzate.
E anche in oncologia, sebbene i dati siano stati unanimemente ritenuti dai partecipanti all’incontro allo stato attuale insufficienti, si è comunque riscontrato come a bassi livelli di vitamina D corrisponda un maggiore rischio di sviluppare un tumore. “Da questi dati, che necessitano comunque di una più attenta valutazione e di una verifica in ulteriori studi clinici – commenta Mario Plebani, Direttore dell’Azienda Ospedaliera di Padova, Servizio di Medicina di Laboratorio nonché Professore di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare presso la Scuola di Medicina dell’Università di Padova – emerge quello che da tempo la comunità scientifica sostiene: la vitamina D è una molecola che svolge una funzione molto importante nell’equilibrio del nostro organismo. Essendo i suoi recettori presenti in molteplici organi, la sua carenza determina un segnale che deve essere attentamente analizzato e messo in relazione diretta con il rischio ed il possibile sviluppo di gravi patologie”.
MA È PROPRIO VERO CHE IL SOLE SIA NEMICO DELLA PELLE?
Certo, il dibattito è acceso e quando si avvicina la stagione estiva, mentre ci si prepara per la tintarella al mare, si viene assaliti da tanti sensi di colpa. Che cosa mettere in valigia, crema solare con protezione 2 o quella con protezione 12? Meglio protezione 30? Il fatto è che il sole può diventare nemico solo se ci si espone senza criterio. Ma considerando il proprio fototipo e con le opportune contromisure, se ne può godere a piacimento. E con 'tintarella assicurata', basta non pretendere di diventare neri in 24 ore.
“La relazione tra l’esposizione eccessiva, protratta nel tempo durante l’adolescenza e in particolare le scottature legate a un’esposizione intermittente come avviene durante i brevi periodi di vacanza, e senza l’adozione delle opportune protezioni solari, è una delle cause che più di frequente portano all’insorgere di melanomi in età adulta”, ha spiegato Alessandro Testori, Responsabile dell’Unità Melanoma dell’IEO di Milano. “Peraltro stiamo studiando al contrario l’effetto benefico che alti livelli di vitamina D possono avere nella prevenzione delle recidive di melanoma e di altri tumori solidi. Può sembrare un controsenso, ma dopo la diagnosi di melanoma potremmo arrivare a suggerire ai pazienti di esporsi al sole in modo ragionevolmente frequente”.
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UNAMSI - Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione