Osteoporosi: novità dal congresso della SIOMMMS

Pubblicato il: 30-03-2010

Categoria: PREVENZIONE, ATTUALITA'

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Osteoporosi: novità dal congresso della SIOMMMS

Un nuovo studio di pratica clinica, unico nel suo genere, evidenzia le differenze nella protezione dalle fratture vertebrali, non vertebrali e di femore tra i tre bisfosfonati orali più utilizzati.

Un nuovo studio di pratica clinica, unico nel suo genere, evidenzia le differenze nella protezione dalle fratture vertebrali, non vertebrali e di femore tra i tre bisfosfonati orali più utilizzati.

Presentato a Torino al Congresso SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) un nuovo studio retrospettivo osservazionale di pratica clinica, il "Longitudinal Change in cLinical fracturE incidence AfteR initiation of bisphosphonates" (CLEAR), che valuta per la prima volta l’efficacia dei tre bisfosfonati orali (risedronato, alendronato, ibandronato) più utilizzati nella cura dell’osteoporosi in condizioni di pratica clinica reale.

Lo studio, che ha analizzato i dati di incidenza delle fratture relativi ad oltre 210.000 pazienti, conferma l’efficacia di risedronato ed alendronato nella protezione dalle fratture vertebrali, non vertebrali e di femore, mentre per ibandronato lo studio evidenzia l’efficacia esclusivamente nella prevenzione delle fratture vertebrali.

Pubblicato sull'autorevole rivista scientifica "Osteoporosis International" , lo studio ha quindi dimostrato come i risultati ottenuti nella comune pratica clinica sono in linea con i risultati ottenuti nei trial clinici sulla riduzione delle fratture osteoporotiche.

"Lo studio fornisce una risposta ad un quesito molto importante, in quanto l’efficacia delle terapie per l’osteoporosi dimostrata negli studi clinici randomizzati potrebbe non essere la stessa nella comune pratica clinica a causa delle differenze tra i pazienti e il tipo di assistenza medica che possono ricevere" - dice il Prof. Ferrari (Dipartimento di Malattie Ossee – Ospedale Universitario di Ginevra – Svizzera). "I risultati di questo studio ci rassicurano che le terapie che hanno mostrato una riduzione nelle fratture non vertebali e di femore negli studi clinici randomizzati offrono una efficacia comparabile anche nella comune pratica clinica".